Gli anni 30 e la Guerra

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A partire dagli anni ‘30 Alexandre Marc frequenta differenti cerchie intellettuali. Insieme al protestante  Denis de Rougemont fonda il Club du Moulin Vert, un cenacolo filosofico che s’interroga sui motivi della crisi dell’Europa attraverso una meditazione religiosa di stampo ecumenico. Di poco successivo è l’incontro alle Éditions Hachette, con Arnaud Dandieu, Robert Aron e Daniel-Rops. sostenitori di una rivoluzione spirituale e sociale che superi la democrazia liberale troppo compromessa col materialismo di matrice americana [1]. Collabora poi con pubblicazioni di differenti orientamenti quali “La vie intellectuelle”, rivista degli ambienti domenicani che propugna un cattolicesimo sociale, oppure Plans rivista dell’avanguardia parigina diretta da Phlippe Lamour che, seppur lontana dalle posizioni dei non conformisti, pubblica la dichiarazione con cui viene costituito il gruppo dell’Ordre Nouveau. La collaborazione tra Plan termina nel luglio 1932 quando Lamour sceglie posizioni antifasciste mentre Marc continua a sostenere la posizione non conformista “ni droit ni gauche”.

Tra il 1932 e la fine del 1933, Marc e il suo gruppo iniziano a collaborare con la rivista Esprit fondata da Emmanuel Mounier. Ben presto però la linea intellettuale per un rinnovamento spirituale del cattolicesimo e della società che contraddistingue Mounier si scontra con l’idea di Marc della compatibilità tra intransigenza rivoluzionaria e cattolicesimo che può realizzarsi in una struttura politica federalista dove le comunità sostituiscano lo stato centrale. La rottura definitiva con Esprit si compie quando il gruppo di Ordre Nouveau, nel 1933 pubblica, sulle pagine della propria rivista la “Lettre a Hitler” [2]. La lettera, non firmata (solo in seguito Marc e Daniel-Rops se ne attribuiranno la stesura), provoca la reazione di Mounier che accusa apertamente Marc e compagni di essere posizionati nel fronte politico che fa capo alla Jeune Droite [3].

Eventi pubblici e privati fanno del 1933 un anno fondamentale nella vita di Marc. Dandieu muore improvvisamente, Marc, forse spinto dalla conversione in punto di morte dell’amico, si fa battezzare e poi sposa Suzanne Jean che diventerà la compagna di tutta la vita. In quello stesso anno pubblica la sua prima opera Jeune Europe. Tormentato da difficoltà economiche nel 1934 Marc parte per il Midi e tenta di diffondere le idee dell’Ordre nouveau in provincia. Durante questo periodo Marc si convince che l’azione politica debba essere ancorata alla realtà dei lavoratori francesi quindi nel 1935 fonda, a Pau, una cellula del movimento cercando di dargli un nuovo impulso con azioni concrete.

Nel 1939 edita ad Aix-en-Provence Agir una effimera pubblicazione con la quale si propone di elaborare una prassi che sfugga dall’impasse della posizione “ni gauche di droite”, insostenibile di fronte alla guerra incipiente. La via maestra è nel rinnovamento della tradizione del socialismo libertario in cui il cattolicesimo francese, riacquistando un ruolo centrale, accompagni le esperienze di gestione dal basso. Le stesse che allo scoppio della guerra, Marc mette in pratica con l’apertura di piccole comunità culturali e pedagogiche. Si arruola nel 141° reparto di fanteria alpina a Orange, forse spinto dal desiderio di dimostrare il suo attaccamento ad una Francia che ostinatamente gli rifiuta la naturalizzazione, ed è congedato nell’estate 1940.

Nel 1941 la pubblicazione di Peguy présent è un appello alla sollevazione nel nome della tradizione francese, al tempo stesso rivoluzionaria e figlia della Chiesa.

Nel 1943 la famiglia Marc fugge in Svizzera. Di questo periodo restano scarsissime testimonianze.

Nella primavera del 1945 torna a Parigi per dedicarsi ad una intensa attività di stampo giornalistico a sostegno dei primi sforzi dei pionieri dell’unificazione europea.

[1]. R. Aron, A. Dandieu, Le cancer americain, Rieder, Paris, 1931

[2] L’Ordre nouveau, 1933, n.5

[3] Il federalismo personalista di Alexandre Marc (1904-2000) / Gilda Manganaro Favaretto. - Milano : F. Angeli, [2006].