Dalla politica alla pedagogia: l'impegno verso i giovani

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Dagli anni ‘70 in poi Marc continua a diffondere le sue idee attraverso agili brochures, nel 1973 pubblica Péguy et le socialisme, o testi di più ampio respiro come, nel 1977, Révolution Américaine, Révolution Européenne scritto a seguito di alcuni viaggi negli Stati Uniti. Il consolidamento della sua opera è però individuabile nella collaborazione regolare con “L’Europe en formation” e si sostanzia in una serie di articoli che copriranno l’arco degli ultimi 30 anni di vita.

Senza dubbio si può dire che l’attività principale di Marc in questi anni è quella di insegnante. Centinaia sono le conferenze cui partecipa, le lezioni, i seminari che svolge per diffondere tra i giovani le idee del federalismo integrale. Oltre che nei suoi molti scritti il suo lascito è nelle istituzioni da lui create. Il Centro Internazionale de Formazione Europea, l'Institut Européen des Hautes Études Internationales, le Collège Universitaire d'Études Fédéralistes d'Aoste e la rivista L'Europe en Formation.

Fino agli ultimi giorni Marc non smetterà di riflettere sul federalismo e sulla sua declinazione in una società che cambia. Nel 1990 pubblica Fédéralisme face au futur, nel 1997 Fondements du fédéralisme. Destin de l’homme à venir. Il suo testamento spirituale è racchiuso in uno dei suoi ultimi scritti A travers le siècle. Fragment d’une authobiographie

Alexandre Marc si spegne a Vence il 23 febbraio 2000

Occorre ricordare che negli anni ’80 del secolo scorso Marc è al centro della polemica sulla nascita del fascismo in Francia avviata dagli articoli dello storico Zeev Sternhell [1] e del filoso Bernard-Henri Levy [2]. Sternhell in particolare lo accusa di essere uno di quei personaggi con una visione positiva del nazionalsocialismo. È nel corso di questa polemica che Marc, rimproverando allo storico di non tener conto della temperie culturale dell’epoca, si prende la paternità della “Lettre a Hitler” del 1935 rivendicandone però l’intento puramente divulgativo. La polemica proseguirà anche dopo la morte di Marc attraverso le opinioni contrapposte di John Helman [3] e del suo allievo Christian Roy [4]. In definitiva però i due non hanno tenuto conto del pensiero di Marc del dopoguerra quando si è impegnato nella costruzione dell’unità europea che “nelle sue intenzioni avrebbe dovuto tradurre quel nuovo tipo di società da lui vagheggiato in gioventù” .[5]

[1] Ni droite ni gauche. L’idéologie fasciste en France / Z. Sternhell. – Paris : Ed. du Seuil, 1983

[2] L’idéologie française / B. H. Levy. – Paris : Grasset, 1981

[3] The communitarian third way: Alexandre Marc's Ordre Nouveau 1930-2000 / John Hellman. - Montreal [etc.] : McGill-Queen's University Press, 2002.

[4] Ch. Roy, A propos d’une biographie spécieuse d’Alexandre marc par John Hellman: le personnalisme comme “antinaziste nazi?” in L’europe en formation n 4, 2003

[5]  Il federalismo personalista di Alexandre Marc (1904-2000) / Gilda Manganaro Favaretto. - Milano : F. Angeli, [2006].