Alexandre Marc protagonista del secolo breve

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Il 23 febbraio del 2000, a 96 anni di età, a Vence, nei pressi di Nizza si è spenta la vita e la voce di Alexandre Marc.

            Di origine russa, di religione ebraica poi convertita al cattolicesimo, di istruzione tedesca, di cultura francese, di dimensione europea, di cittadinanza mondiale, egli ha attraversato tutto il ventesimo secolo e le sue rivoluzioni: da quella bolscevica alle due grandi guerre; dal nazionalismo all’Europa; dal federalismo europeo a quello globale; predicando, ispirando, incitando alla nuova rivoluzione federalista globale fondata sulla dottrina da lui proposta sulle radici del pensiero di Pierre Joseph Proudhon, Charles Peguy, Emmanuel Mounier, Robert Aron, Arnaud Dandieu, Denis de Rougemont, e più in generale del personalismo.

            L’idea di fondo di questa rivoluzione è semplice ma non abbastanza da poterla definire con poche parole: la società federalista è necessaria perché le relazioni personali ed interpersonali sono esse stesse di essenza federalista. Di qui la necessità di istituzioni politiche, economiche e sociali federali che esprimano tutte le capacità di una società federalista.

            Così il federalismo integrale (e globale) vuole istituzioni federali dal livello mondiale a quello locale basate, in regime di definizione pattizia del potere, sui principi di autonomia, partecipazione, sussidiarietà e garanzia. 

            Il grande laboratorio dell’Europa è il terreno prioritario e privilegiato di questa rivoluzione federalista: per la sua storia, per i drammi che in essa si sono verificati per le degenerazioni dei nazionalismi; per lo scontro delle ideologie moderne del liberalismo e del socialismo sul terreno economico-sociale, cioè la “crise de la civilisation”; per il grande progetto dell’unità dell’Europa sempre in bilico per i condizionamenti delle sovranità nazionali ed il grande progetto federalista dei padri dell’Europa.

            Con il pensiero vi è anche l’azione di Alexandre Marc a caratterizzare il secolo trascorso: l’impegno militante nelle varie espressioni di quella che oggi chiamiamo la forza federalista lo ha visto protagonista ed attore da quando assunse per primo la segreteria generale dell’Unione Europea dei Federalisti per realizzare con Altiero Spinelli il Congresso del Popolo Europeo. Nel 1955 infatti, Altiero Spinelli, Alexandre Marc, Michel Mouskhely, Guglielmo Usellini, Georges Goriely, Luciano Bolis, Gabriel Bacharau e Wolfgang Kanngiesser saranno insieme a Raymond Rifflet e François Bondy, i firmatari delle tesi politiche per il Congresso del Popolo europeo.

            Restano vive ed attive le opere da lui fondate e che hanno trovato in allievi e continuatori quella vitalità e quello sviluppo che hanno superato la pura identificazione personale con l’azione di Marc: Il Centro Studi dell’Università Europea dei Federalisti di cui fu il primo direttore, e poi il Centre International de Formation Européenne ed in Italia il  Centro  Italiano di Formazione Europea (CIFE); l’Institut Européen des Hautes Etudes Internationales di Nizza, il Collège d’Eudes Féderalites di Aosta; l’Association Européenne des Enseignants (AEDE); il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa per cui fu il  relatore politico ai suoi primi Stati Generali (Parigi 1953); la rivista “L’Europe en Formation”;  la casa editrice “Presses d’Europe”; l’associazione degli “Anciens”; con tutto l’insieme dell’apparato di formazione europea e federalista del CIFE oggi permanentemente attivo in Francia, Germania, Austria, Ungheria, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca, Italia, Romania e Turchia.

            La lunga serie di scritti e di pubblicazioni resta a riconoscimento della sua opera ed a patrimonio del federalismo europeo: non è possibile ricordarle qui se non richiamando la monumentale riedizione de “L’Ordre Nouveau” realizzata in sei volumi dalla Fondazione Emile Chanoux di Aosta e, in lingua italiana, l’antologia di Alexandre Marc, “Europa e Federalismo globale” (ed. Il Ventilabro, Firenze, 1997) curata e pubblicata dai militanti del Centro Italiano di Formazione Europea. Al termine di quest’opera vi è una sintesi della vita e degli scritti di Marc.

            La forte componente etica del federalismo di Alexandra Marc illumina la prospettiva della ricerca della pace nel mondo; e lascia conforto ma anche pesante eredità al pensiero ed all’azione dei federalisti di oggi. Di questo conforto ma anche di questo fardello sono in molti ancora, e probabilmente per sempre, debitori di Alexandre Marc.

                                                                                                          Raimondo Cagiano de Azevedo