La rinascita dell'Epaticologia in Italia

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L’Epaticologia era un settore poco considerato in Italia nel periodo in cui De Notaris iniziò ad occuparsene, sebbene in passato fosse stato proprio un italiano, Pier Andrea Micheli, a concepire la prima opera moderna sulle epatiche (Geissler & Natali, 1991). Esistono 8 lavori del De Notaris che riguardano le epatiche. Tra le date salienti in questo campo ci sono (Geissler & Natali, 1991):

  • 1832, 1833: pubblicazione dell’Enumerazione delle piante crittogame non descritte nella Flora crittogamica dell’Italia settentrionale del ch. sig. dott. Ciro Pollini, opera giovanile del De Notaris in collaborazione con il Prof. Balsamo Crivelli, nella quale furono aggiunte nuove specie a quelle già descritte dal Pollini.

  • 1838: pubblicazione del Primitiae Hepaticologiae Italicae, prima grande opera epaticologica del De Notaris, in cui sono contenute tutte le epatiche allora conosciute in Italia. L'opera fu dedicata al celebre crittogamologo francese C. Montagne, del quale il Fondo De Notaris e la Biblioteca possiedono molte opere.

  • 1846: nel Prospetto della flora ligustica sono descritte 19 epatiche per lo più comuni.

  • 1855: pubblicazione del Jungermanniearum Americanarum pugillus, riguardante alcune epatiche raccolte in Cile e in Colombia da Osculati e Puccio.

  • 1858-1863: pubblicazione di contributi e supplementi alle Primitiae negli Appunti per un nuovo censimento delle Epatiche Italiane.

  • 1874: ultima pubblicazione: Epatiche di Borneo raccolte dal D.re O. Beccari nel Ragiato di Sarawak durante gli anni 1865-66-67.

Malgrado l’alternanza di generazioni nelle Epatiche venne scoperta solo nel 1851, e benché l'evoluzione, la filogenetica, gli adattamenti ecologici, la deriva dei continenti e la fitogeografia non facessero parte del vocabolario di un sistematico del secolo scorso, l'opera epaticologica del De Notaris resta molto importante (Geissler & Natali, 1991). Cinque dei nuovi taxa di Epatiche descritti dal De Notaris sono tuttora validi, due generi di Epatiche gli sono stati dedicati, Notarisia e Denotarisia, e a lui si deve il nome della rivista Notarisia (Geissler & Natali, 1991).