Nella storia della Lichenologia

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Nel periodo precedente l’unificazione d’Italia, lo studio dei licheni subì un’improvvisa fioritura. L’Italia, in circa 15 anni, dal 1846 al 1860, divenne il centro principale ed il punto di riferimento per questi studi (Nimis & Bartoli, 1991). L’importanza del De Notaris in questo campo fu enorme, benché la sua opera sia esigua (circa dieci pubblicazioni) se confrontata con quella in altri campi. Egli infatti affermò che si occupava di Lichenologia solo nelle "ore di ozio" (Nimis & Bartoli, 1991). Le date salienti in questo campo sono (Nimisi & Bartoli, 1991):

  • 1845: prima pubblicazione dedicata alla sistematica dei licheni, Abrothallus novum Lichenum Genus, in cui è sottolineata l’importanza delle caratteristiche microscopiche per la sistematica dei licheni.
  • 1846: pubblicazione dei Frammenti lichenografici di un lavoro inedito, in cui De Notaris ribadisce l'importanza dei caratteri microscopici per la classificazione dei licheni, come la forma e la struttura delle spore, la struttura degli ascocorpi e la morfologia del tallo. Su questa base sono riconosciuti diversi generi, di cui alcuni ancora oggi validi.
Possono considerarsi un completamento dei Frammenti le successive pubblicazioni del 1847, su alcuni generi delle Parmelieae, e del 1851, sul genere Sticta e la tribù delle Peltigeree. De Notaris abbandonò in seguito lo studio dei licheni ma, in una prolusione del 1873, egli fa riferimento alle appena scoperte proprietà simbiotiche dei licheni. I licheni compaiono in numerose altre opere non specifiche del De Notaris.